Yemen, Antonini: “Interruzione attività sul campo non frena i progetti della missione archeologica italiana”

Roma (24 ott. 2013) - “Da quando nel 2011, per motivi di sicurezza, la Missione archeologica italiana ha dovuto interrompere l’attività sul campo, la collaborazione con la controparte yemenita, ossia la General organization for antiquities and museums (Goam), ha avuto ugualmente séguito in Italia grazie a due importanti progetti”. Con queste parole Sabina Antonini, direttrice della Missione archeologica italiana in Yemen, ha illustrato il Progetto Yemen 2013 in occasione della cerimonia di chiusura, giovedì 24 ottobre, in corso a Roma presso l’Istituto superiore per la conservazione ed il restauro.

“Il primo progetto è stato realizzato nel 2012 mentre il secondo terminerà alla fine di ottobre – ha spiegato Sabina Antonini –, entrambi sono stati finanziati dal Mae, dalla Direzione generale Affari politici e di sicurezza, e affidati a Monumenta Orientalia per la gestione amministrativa e logistica”. Dalla realizzazione di una mostra presso il Museo Nazionale di Arte Orientale di Roma, al lancio di una App per smartphone per interagire con la mostra stessa al Progetto Yemen 2013, grazie al quale sei tecnici del Goam hanno seguito un percorso di formazione nel campo del restauro e la conservazione dei beni archeologici, presso l’Istituto superiore per la conservazione ed il restauro del MiBACT.

“Non possiamo che essere soddisfatti dai risultati ottenuti – ha concluso Sabina Antonini - e nella prospettiva di una rapida ripresa, rispondendo alle esigenze e richieste rivolte alla Missione archeologica italiana dal Goam, ci proponiamo per il futuro di perseguire sulla linea della collaborazione nel campo della ricerca e della formazione archeologica”.

 

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